Tagliamo i costi della politica
Comunicazione
Alla cortese attenzione della Dott.ssa Lucia Freddo
(Uff. Amm.vo Comune di Rignano Flaminio)
Con la presente e-mail desidero segnalarLe che sul territorio di Rignano Flaminio è operativo, fin dal mese di luglio 2011, il Comitato Cittadino di Rignano Flaminio.
Non abbiamo aderito all’invito di codesto Comune di registrarci all’Albo delle Associazioni in quanto non è nostra intenzione chiedere contributi al Comune o ad altre Autorità.
Limitiamo al minimo le nostre spese e non gestiamo, né vogliamo gestire, i soldi dei nostri iscritti. Non abbiamo un fondo cassa e neppure un conto corrente intestato al Comitato.
Ogni nostra iniziativa è supportata, di volta in volta, dal contributo volontario dei singoli iscritti.
Siamo un’associazione di cittadini che hanno a cuore la tutela dei rignanesi residenti nelle periferie e in particolar modo i residenti di Montelarco, Poggio d’Oro e Punta Verde.
Per tanti e troppi anni siamo stati confinati per volontà di chi ne aveva l’interesse. Siamo CITTADINI DI RIGNANO FLAMINIO e come tali desideriamo essere considerati.
Questo è il nostro obiettivo.
La ringrazio per l’attenzione.
Protezione civile
Al via la formazione di un gruppo di Protezione civile comunale
01/12/2011 – 31/03/2012
Il Comune di Rignano Flaminio invita chiunque sia interessato a prestare servizio di volontario ad aderire al gruppo di protezione civile comunale. A tal fine è necessario compilare la domanda allegata e inviarla al protocollo del Comune, direttamente all’attenzione del delegato del Sindaco Pietro D’Achille. Per info, telefonare al n. 328 943 9468.
Per non dimenticare
Nella foto: l’Assessore Federico Lupi che ha guidato la squadra di (VERI) volontari per liberare Montelarco.
Finché si paga o si deve provvedere a pulire le cunette altrui, siamo privati.
Quando abbiamo emergenze serie da affrontare, dove bisogna intervenire con serietà e professionalità, chiediamo aiuto al COMUNE.
GRAZIE Lupi, Grazie ai vigili urbani e grazie a tutti i volontari che oggi hanno raccolto il nostro grido di aiuto.
Infine, sentiamo il dovere di ringraziare l’Amministrazione comunale, tutti gli Assessori, il personale amministrativo, il Sindaco e l’Assessore alle periferie, per essersi dimostrati disponibili e soprattutto sensibili ad ascoltare le varie problematiche di tutti i cittadini di Montelarco, Poggio d’Oro e Punta Verde.
Montelarco: pubblico o privato?
Orto. Mese di febbraio
Luna nuova:
Innestare a spacco ciliegi e pruni.
Piantare in terreno: meli, peri, ciliegi, albicocchi, nocciole.
Seminare in ambiente protetto: begonia, grofano, bocca di leone, dahlia, petunia, salvia.
Luna crescente:
Seminare in ambiente protetto: Pomodoro.
Potare: ribes, lamponi.
Seminare in ambiente protetto: begonia, grofano, bocca di leone, dahlia, petunia, salvia.
Luna piena:
Seminare in ambiente protetto: porro.
Seminare in piena terra: prezzemolo, spinaci estivi, bulbi di cipolle, aglio, scalogno, bieta, carote, ravanelli, rucola, asparagi.
Potare: meli, peri e rosa.
Concimare il frutteto.
Luna calante:
Potare: meli, peri, viti (si può anche rimandare a marzo)
Concimare il frutteto.
Inoltre
Trapiantare rosmarino, salvia, e maggiorana.
Zappettare coprendoli meglio dal freddo: piselli, fave, aglio e cipolla.
ALBERI DA FRUTTA
Applicare uno strato di olio catramato sugli alberi da frutta, se non lo avete ancora fatto. Ciò servita a controllare i parassiti, distruggendo gli adulti che stanno svernando nella corteccia dell’albero, ma anche le uova. Effettuate l’applicazione in una giornata non fredda o piovosa.
L’ultima settimana di febbraio, spruzzate le pesche con un anticrittogamico (poltiglia bordolese) per controllare la bolla (malattia che causa l’arriciamento delle foglie).
Se il vostro terreno e troppo acido (gli aghi dei pini o le foglie delle querce, acidificano il terreno), questo è il momento buono per aggiungere della calce.
Il Sindaco convoca una Assemblea Pubblica con la cittadinanza di:
Montelarco,
Poggio D’Oro ,
Punta Verde e
Valle Spadana
per sabato 24 marzo 2012 alle ore 16,00.
L’Assemblea si terrà presso l’auditorium della scuola media.
Nel corso dell’incontro il Sindaco illustrerà la posizione del Comune in rapporto alle problematiche dei quattro comprensori e le iniziative in corso a favore della cittadinanza.
Acqua.
Riassumiamo velocemente l’intera faccenda:
Con il Decreto Legislativo n.31 del 2/02/01 entra in vigore in Italia la nuova direttiva europe sulla qualità dell’acqua potabile: la Direttiva Europea 98/83/CE (Drinking Water Directive, DWD) . Questa impone dei limiti molto più restrittivi su diversi parametri chimici rispetto alla precedente Direttiva 80/778/ EC. Siamo all’inizio del 2001.
La massima concentrazione di arsenico consentita nell’acqua potabile diventa 10 μg/litro (dal limite di 50 μg/litro stabilito dalla Direttiva 80/778/ EC). La motivazione di questa restrizione è motivata dai numerosi studi scientifici che hanno dimostrato l’elevato rischio di tumore associato all’esposizione di livelli di arsenico superiore ai 10 μg/litro.
L’Italia non è a norma: non lo è con l’arsenico, ma neanche con altre sostanze chimiche. Ed è un problema che riguarda molte aree del Paese.
L’Italia allora prende tempo, le Regioni chiedono deroghe all’Europa per l’attuazione delle direttive (facoltà prevista dalla stessa direttiva 98/83/CE). L’Europa concede le deroghe per un periodo di tempo non superiore ai 3 anni (oltre il quale si comprometterebbe la salute dei cittadini). Questo periodo deve essere utilizzato per far rientrare le concentrazioni tossiche nel limiti di legge.
Ma l’Italia non si attiva su questo fronte e allo scadere della prima deroga, chiede una seconda, e poi una terza. Questo vale per molte regioni, da nord a sud. Il primato va alla Campania: in deroga permanente da 7 anni, dal 2002 non riesce a fare rientrare i livelli di fluoruri. Ma l’elenco è lungo: il Lazio vi compare dal 2006 (fluoro, arsenico, vanadio e boro oltre i limiti), la Toscana dal 2003 (prima magnesio e solfati, poi arsenico, boro e trialometani, cui si sono aggiunti i cloriti), la Lombardia dal 2004 (arsenico) come il Piemonte (arsenico e nichel, rientrato nel 2008) e la Puglia (cloriti fino al 2006 e trialometani).
L’italia è il paese delle deroghe, delle norme transitorie che rimangono definitive sino a quando la situazione non diventa insostenibile e scandalosa.
Nel febbraio del 2010 il Lazio ha bisogno della terza deroga per il problema dell’arsenico ma anche del boro e dei fluoruri. Sono passati 9 anni dal recepimento della direttiva europea….. molto più di un ”periodo temporaneo” che non comprometta la salute dei cittadini. L’Italia chiede il “permesso” all’Unione Europea per questa ennesima deroga, che anche stavolta non riguarda solo il Lazio: con lettera del 2 febbraio2010 l’Italia ha chiesto una terza deroga per alcune forniture di acqua in 5 regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Umbria) e 2 province autonome ( Trento, Bolzano).
Per il Lazio la richiesta riguarda l’arsenico (per valori di 20, 30, 40 e 50 μg/litro), il boro (per valori di 2 e 3 mg/litro) e i fluoruri (per valori di 2,5 mg/litro). I valori limite della normativa sono di 10 μg/litro per l’arsenico, di 1 mg/litro per il boro e di 1,5 mg/litro per i fluoruri (direttiva 98/83/CE).
La commissione europea boccia la richiesta (link) e scoppia lo scandalo. Improvvisamente l’opinione pubblica si rende conto che sta bevendo acqua tossica ma, cosa ancora più grave, probabilmente l’acqua è tossica da molti, moltissimi, anni.
La gente ha paura e chiede controlli più severi. Vuole essere informata e rassicurata. Alcune sostanze, l’arsenico in primis, evoca paure antiche. Il panico arriva anche nelle carceri, dove non è tanto facile scegliere quale acqua bere.
Alcune ASL rendono pubblici i nuovi controlli eseguiti sull’acqua potabile, ed escono fuori dei risultati che lasciano estereffatti.
Ad esempio i risultati delle rilevazioni di arsenico nell’acqua della provincia di Viterbo (qui i dati pubblicati dall’ASL): la maggioranza dei comuni supera il limite dei 10 μg/litro, molti superano i 20 µg/litro, sino ai 42 µg/litro di Capranica, 45 µg/litro di Civita Castellana, 66 µg/litro per Fabbrica di Roma! Quello del comune di Fabbrica di Roma è un valore superiore non solo ai limiti imposti dall’attuale direttiva europea ma anche di quella precedente (50 μg/litro stabilito dalla Direttiva 80/778/ EC).
In questo trambusto, la Regione Lazio emette un decreto in cui autorizza i cittadini a bere l’acqua nei comuni in cui la concentrazione di arsenico non supera di 20 μg/litro (ad esempio il comune di Faleria), sempre prendendo come riferimento la Direttiva Europea 98/83/CE che permette di estendere il limite di arsenico ai 20 μg/litro per un periodo temporaneo.
Questi sono i fatti. Un giro di carte che alle persone interessano poco.
Rimangono alcuni grossi dubbi:
1. Poichè la tossicità dell’acqua di Faleria è dovuta all’origine vulcanica del suolo, è possibile che anche i dinosauri abbiano avuto il problema dell’arsenico nell’acqua! Il ”periodo transitorio” di deroga concesso dalla direttiva europea alla Regione Lazio dovrà durare ancora qualche milione di anni o c’è intenzione di trovare soluzioni che abbassino i livelli? E’ possibile associare l’esposizione cronica all’arsenico dei cittadini laziali ai numerosi casi di tumore? Probabilmente si! Se fate un giro nel viterbese (io l’ho fatto) sentirete parlare di “troppi” casi tumore (anche nei giovani), nonostante sia una provincia di campagna con aria buona, cibo sano e ritmo di vita tranquillo, insomma dovrebbero vivere cent’anni anziché combattere con i tumori!
2. Perchè nessuno si era mai accorto che i valori dell’acqua superano di gran lunga quelli dettati dalle norme europee (attuali e precedenti) tipo il sopracitato Fabbrica di Roma con 66 μg/litro? Nessuno aveva mai fatto controlli? Se sono stati fatti, perchè non è stato lanciato l’allarme e non si è provveduto ad informare la cittadinanza nè a prendere in seria considerazione soluzioni o provvedimenti?
3. Ci si può fidare delle autorità preposte ai controlli (ASL, Agenzie di Protezione dell’Ambiente, etc) che hanno avvisato i cittadini soltanto in questi ultimi 2 anni perchè costrette dall’Europa e che hanno visto soluzioni soltanto in deroghe su deroghe?
E’ troppo restrittivo il limite 10μg/litro di arsenico nell’acqua potabile?
Da diversi anni le istituzioni scientifiche di tutto il mondo stabiliscono che il limite massimo di arsenico nell’acqua debbe essere quello di 10 μg/litro. L’Europa si è limitata ad adeguarsi agli standard internazionali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella pagina del sito sito dedicata all’inquinamento da arsenico (link), permette di scaricare le “Linee Guida per la Potabilità dell’Acqua”: ecco le pagine sull’arsenico. Indica come concentrazione da non superare 10 μg/litro e avverte sui rischi potenzialmente elevati (non ancora sufficientemente studiati) derivanti dalla lunga esposizione a concentrazioni basse.
Anche l’Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale dedica ampia attenzione al problema dell’arsenico nell’acqua potabile: ecco la pagina dedicata. Indica come concentrazione da non superare 10μg/litro.
Quali sono gli effetti di un’intossicazione da arsenico?
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha rilasciato nel 2009 un “Parere scientifico sull’arsenico negli alimenti“.
Citiamo testualmente dal documento:
Negli esseri umani, l’arsenico inorganico solubile viene assorbito rapidamente e quasi completamente dopo l’ingestione. Una volta assorbito, l’arsenico si distribuisce a quasi tutti gli organi e supera agevolmente la barriera placentare (trasferendosi al feto, ndr). Nuovi dati hanno dimostrato che l’arsenico inorganico provoca tumore ai polmoni e alle vie urinarie, oltre che alla cute. Inoltre, è stata osservata una serie di effetti nocivi a livelli di esposizione inferiori a quelli esaminati dal JECFA (Comitato di esperti della FAO e della WHO, ndr). I principali effetti nocivi segnalati, che si associano all’ingestione a lungo termine di arsenico inorganico da parte di esseri umani, sono lesioni cutanee, tumori, effetti tossici sullo sviluppo, neurotossicità, malattie cardiovascolari, anormale metabolismo del glucosio e diabete. Si fanno più frequenti i dati che segnalano impatti negativi sullo sviluppo fetale e infantile, soprattutto con la riduzione del peso alla nascita;
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare nell’indicare le concentrazioni limite di arsenico nell’acqua potabile fa proprio (vedere il testo integrale in inglese) il parere del Organizzazione Mondiale della Sanità (limite di 10 μg/litro).
(fonte) http://www.rischiochimico.it/drupal/troppo_arsenico_nella_acqua_potabile_in_italia
Eventi del 14/15 e17 gennaio
SABATO 14 GENNAIO, ore 17:45, Auditorium Parrocchiale (Viale C.A. Dalla Chiesa, 2 – Rignano Flaminio): Presentazione delle pubblicazioni “A spasso con Dio – intervista a Don Mario Valeri” e “Don Antonio Zago: un parroco missionario” e Tavola Rotonda sul tema “La figura del sacerdote nelle nostre comunità”. Interverranno: mons. Romano Rossi (vescovo di Civita Castellana), Nevio Tosoratti (catechista), prof. Luigi Cimarra (storico), Chiara Taizzani (giornalista), Benedetta Rinaldi (giornalista e conduttrice di Radio Vaticana e Raiuno), oltre al saluto introduttivo di don Augusto Mascagna (parroco di Rignano Flaminio), Fabio Di Lorenzi (Sindaco di Rignano Flaminio), Vincenzo Marcorelli (Assessore alle Politiche culturali – Comune di Rignano Flaminio). Durante la serata saranno proiettate le immagini fotografiche incluse nei due volumi e ci sarà un’esibizione del Coro polifonico dei SS. Vincenzo e Anastasio.
DOMENICA 15 GENNAIO, ore 18:00, Auditorium Parrocchiale (Viale C.A. Dalla Chiesa, 2 – Rignano Flaminio): Conferenza-dibattito sul tema “Rignano Flaminio e le sue ricchezze storiche e naturali: un patrimonio da custodire e valorizzare” con la presentazione del “Piano di promozione e valorizzazione turistica cittadina” (redatto dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale in un’ottica di sviluppo sinergico tra tutti i centri limitrofi). Interverranno: Fabio Di Lorenzi (Sindaco di Rignano Flaminio), Vincenzo Marcorelli (Assessore alle Politiche culturali – Comune di Rignano Flaminio), Francesco Storto (Delegato del Sindaco al Centro Storico – Comune di Rignano Flaminio), Luigi Modesti (esperto di storia dell’arte e tecniche pittoriche), Maurizio Serzanti (Assessore alla Cultura e Turismo – Comune di Sant’Oreste), Isabella Del Frate (funzionario competente per territorio Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici Lazio), Angelo Prosciutti (Direttore Istituto per l’Arte ed il Restauro di Roma) e tanti altri ospiti. Durante la serata saranno proiettate le immagini dei monumenti e luoghi d’interesse di Rignano. Un invito a partecipare ed a offrire il proprio contributo di idee e suggerimenti.
MARTEDì 17 GENNAIO: Festa di Sant’Antonio abate: ore 6:00 – sveglia mattutina per le vie del centro cittadino; ore 8:00 – accensione del tradizionale fuoco in Piazza Vittorio Emanuele; ore 15:30 – Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio – S. Messa e Processione con la statua del Santo fino a Piazza Vittorio Emanuele con la partecipazione della Banda Musicale “La Velocissima” di Rignano Flaminio – benedizione persone, animali ed autoveicoli; ore 16:30 Festa in piazza: apertura stand gastronomico con degustazione di panini con salsiccia, pecora alla brace e pecora lessa accompagnati da buon vino; giochi popolari (tiro alla fune, pentolaccia, corsa con i sacchi, palo della cuccagna), musica e balli con “Pasquale”, animazione, truccabimbi e divertimenti per bambini curati da “Fantasylandia”, sfilata maschere e consegna caramelle e dolcetti, spettacolo pirotecnico e lancio globi aerostatici.
Un invito a tutta la cittadinanza a partecipare.
ASSOCIAZIONE PRO LOCO RIGNANO FLAMINIO
sede: Corso Umberto I, 51-53 – Rignano Flaminio (RM)
email: proloco.rignano@virgilio.it (anche su Facebook)
website: www.rignanoflaminio.it
cell.: 3314378825
fermati 6 minuti e ascolta
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17 dicembre 2011
Acque reflue
Per vostra informazione
L’aria che tira non mi piace
L’aria che tira non mi piace e vi dico perché.
Non mi piace perché già dall’inizio si è puntato il dito, come noi, del vecchio passato, facemmo tanti anni fa. Anche noi – io compreso – puntammo il dito contro chi smise di pagare, senza fare un esame obiettivo di coscienza.
Da una parte c’era il Consorzio Montelarco scaduto; e questo dava ragione a chi non era del nostro parere. Dall’altra parte c’eravamo noi, legati alla nostra creatura. Che fare? Non ci ponemmo domande, non cercammo mediazioni; e ci mettemmo l’uno contro l’altro con lotte legali e illegali, pesanti, inutili e costose.
L’ iniquo riparto dei pagamenti non ci dava ragione. E già questo ci metteva nel torto. Ma puntammo il dito ugualmente e non cercammo il colloquio, convinti che era inutile cercarlo. Partimmo decisi e andammo avanti. Si faceva pagare a metri quadri di terreno, ostinatamente, mentre, sotto gli occhi di tutti, l’edilizia speculativa prendeva il sopravvento sui terreni portando ad una sproporzione nei pagamenti fuori misura. Chiusi nel guscio, molti – non tutti, ma tantissimi – cercarono l’angolino più comodo, addossando le spese al vicino con la benda sugli occhi e le orecchie tappate.
Finché il tappo finì per saltare, perché era ovvio che prima o dopo doveva saltare, visto che a fronte di 50.000 lire all’anno di molti c’era, fra i pochi, chi pagava 400.000 lire al mese addossandosi le spese degli altri.
E poi le fognature: 400.000 lire sull’abitazione di alcuni, 16.000 milioni, sull’abitazione di altri.
Tutto questo, e ci sarebbe dell’altro, non mi piace, soprattutto perché fra chi mantiene ben salde le inique posizioni di sempre, ci sono i vecchi del passato, memori e impassibili delle liti che furono, nonché dei veleni e delle ritorsioni personali. Il senno del poi, oggi mi insegna che i cosiddetti “Contestatori storici” avevano anch’essi delle buone ragioni.
L’aria si è fatta rovente, più di prima. E con la recessione incalzante quest’aria mi mette paura. Fra noi c’è chi – io compreso – può reggere il gioco e chi si gioca la pelle per arrivare alla fine del mese. La contesa dilaga e serpeggia anche nei luoghi meno opportuni. Per una leggerezza sul regolamento, fatta in passato, una minoranza delibera per tutti.
Il passato alle spalle mi ha insegnato qualcosa. Passo la palla: chi continua a chiudere gli occhi scagliando le pietre lo faccia; ma prima di farlo, ricordiamolo: ognuno provveda perlomeno a pulirsi le mani.
(un residente)
Cellulare
CINQUE COSE INTERESSANTI CHE POTETE FARE CON IL CELLULARE
di Laura Poletto
Il cellulare può essere un salvavita o un utile strumento di sopravvivenza. Vediamo insieme quali cose si possono fare.
PRIMO – Emergenza
Il numero di emergenza per il cellulare è il 112 in tutto il mondo. Se ti trovi fuori dalla zona di copertura della rete mobile e ti trovi coinvolto in una emergenza, componi il 112. Il cellulare cercherà una qualsiasi rete per attivare il numero di emergenza; è interessante sapere che il 112 può essere chiamato anche con la tastiera bloccata. Ricordatelo.
SECONDO - Hai chiuso le chiavi in macchina?
La tua auto ha l’apertura/chiusura con telecomando?
Questa funzionalità forse può risultarti utile un giorno. Se avvicini il tuo cellulare a circa 30 cm. dalla portiera e qualcuno riesce ad inviarti (via telefono) con una seconda chiave l’imput di aprire la macchina ti accorgerai che la tua auto si aprirà. Potresti essere a centinaia di km. di distanza, non importa. Basta azionare l’altro telecomando della tua auto e far arrivare il segnale all’auto. Vedrai chele porte si apriranno. Provaci.
TERZO – Riserva nascosta della batteria
Immagina che la batteria del telefono sia molto bassa. Per attivare, premere i tasti *3370#
Il cellulare ripartirà con questa riserva e il display visualizzerà un aumento del 50% in batteria. Questa riserva sarà ripristinata alla prossima ricarica del tuo cellulare.
QUARTO - Come disattivare un telefono cellulare RUBATO?
Per controllare il numero di serie (Imei) del tuo cellulare, digita i caratteri *#06#
Un codice di 15 cifre apparirà sullo schermo. Questo è il numero del tuo portatile. Annotalo e conservarlo in un luogo sicuro. Nel caso ti venisse rubato il telefono, dovrai chiamare al provider della rete (Tim o altri) e dargli questo codice. Il tuo telefono sarà immediatamente bloccato e non più utilizzabile anche se il ladro cambia la scheda SIM. Non recupererai il tuo telefono, ma almeno nessun altro potrà usarlo o venderlo.
QUINTO - ATM - inversione numero PIN
Se dovessi mai essere costretto da un rapinatore a ritirare soldi da un bancomat, è possibile avvisare la polizia inserendo il PIN# in senso inverso. Per esempio, se il tuo numero di pin è 1234, dovresti digitare 4321. Il sistema ATM riconosce che il codice PIN è stato invertito rispetto alla carta bancomat. La macchina ti darà il denaro richiesto, ma avviserà la polizia che all’ insaputa del ladro manderà una pattuglia.
Informazione recentemente trasmessa su CTV da Crime Stoppers.
AGGIORNAMENTO
112, numero di emergenza.
Risulta vero che per ogni situazione in cui si necessita l’intervento di un’ambulanza, dei vigili del fuoco o della polizia il numero da chiamare è il 112. Ma il servizio è valido soltanto dai Paesi dell’Ue. Non da tutto il mondo.
Se non si ha copertura di rete sul cellulare, dal sito del Soccorso alpino e speleologico dell’Alto Adige arriva un consiglio: spegnere e riaccendere il telefonino e digitare al posto del codice Pin, 112. Il cellulare individua automaticamente la rete più forte e forse (ed evidenziamo il loro “forse”, ndr) è possibile effettuare una chiamata di soccorso.
Il numero 112 è effettivamente componibile su quasi tutti i telefonini anche quando l’apparecchio ha la tastiera bloccata.
Le chiavi chiuse nell’automobile.
Che l’auto si potesse aprire con un cellulare era stato annunciato nel 2008 in Giappone. Una nuova frontiera della tecnologia, quindi, ma non una modalità d’emergenza. Nissan assieme a Sharp e Ntt Docomo, infatti, avevano presentato per primi l’idea al Ceatec di Tokyo. Cuore della proposta era l’Intelligent Key integrata in un prototipo di telefonino. Un sistema che utilizza la tecnologia di comunicazione wireless bidirezionale per aprire e chiudere le portiere dell’auto e avviare oppure arrestare il motore. Un vero asso vincente nella partita della comodità ma con un avversario forte: il rischio di furto.
Sbloccare le portiere e avviare la macchina semplicemente con un tocco sullo smartphone, infatti, è agevole ma i software che gestiscono queste operazioni non sono sicuri al 100% . Due hacker sono già riusciti a violarli. Ora anche Apple ha depositato un brevetto grazie al quale l’iPhone e l’iPod touch potrebbero diventare una chiave universale, o meglio, iKey, con la quale aprire qualsiasi serratura digitale. Da quella dell’auto a quella di casa o dell’ufficio. Ma della possibilità di aprire l’auto con un qualunque cellulare se hai smarrito la chiave dentro nessun esperto di motore narra. E curiosamente sul web circolano anche video con la pretesa di illustrare nella pratica come quanto annunciato sia possibile per puro divertimento, s’immagina.
La riserva nascosta della batteria.
Si tratta del codice Efr, Enhanced Full Rate Codec, una modalità di funzionamento non supportata da tutti gestori di rete e propria solo di alcuni vecchi modelli Nokia che permette di migliorare la qualità dell’audio.
Dall’azienda finlandese arriva la conferma e una spiegazione. L’attivazione dell’Efr non ha una diretta interazione, comprovata scientificamente, sulla durata della batteria anche se stimolando maggiormente il processore, in linea teorica, potrebbe anche incidere sulla durata batteria. Ma si tratta di percentuali molto basse di assorbimento di energia. Resta comunque il fatto che ora il codice più diffuso in sostituzione all’Efr è l’Amr anche per cellulari Umts. Secondo Programmerworld.net, però sui modelli Nokia si può attivare un Half Rate Codec (codice *#4720#), che peggiora la qualità dell’audio ma allunga del 30% circa la durata della batteria. Ma non è comunque una “riserva” di batteria in senso stretto.
La disattivazione di un telefono cellulare rubato.
È vero che il codice *#06# visualizza il codice Imei: un numero di serie che identifica univocamente un esemplare di telefonino. Se si prende nota prima che lo rubino, allora è possibile comunicare questo codice all’operatore telefonico, il quale provvederà a bloccare l’uso di quel telefono sulla sua rete e forse anche sulle reti degli altri operatori in giro per il mondo. Diversamente, non è possibile far nulla.
L’inversione del numero Pin.
Non è vero, ma Snopes.com racconta che l’idea del Pin composto in senso inverso come allarme silenzioso fu proposta nel 1994 e brevettata nel 1998 sotto il nome di SafetyPin. Tuttavia le banche e i produttori di sportelli automatici non l’hanno mai adottata, nonostante alcuni stati americani l’abbiano anche raccomandata a livello legislativo. L’asserita garanzia fornita da Crimestoppers è in realtà smentita sul sito di quest’organizzazione anticrimine. Per cui è del tutto inutile diffondere quest’informazione.
Concludendo… Sul suo sito, il Disinformatico Paolo Attivissimo, scrive: “Non fa piacere leggere queste cose, fa soltanto confusione perché mischia cose false con cose vere.
(repubblica.it)










